MUSICOTERAPIA
La casa di riposo Rossi Sidoli ha promosso fin dal 1996 - fra le poche strutture allora attive in questo campo nell'intero panorama italiano - una stabile e strutturata attività di musicoterapia. Negli anni successivi sono stati promossi all'esterno incontri di confronto e verifica sulla tematica musica - anziani che hanno prodotto Convegni, corsi di formazione e collegamenti con altre strutture e altre figure professionali che avevano attivato percorsi terapeutici simili. La struttura è aperta anche ad attività di tirocinio per gli studenti iscritti alle diverse scuole di Musicoterapia italiane. L'intera attività di musicoterapia in struttura è affidata a Roberto Bellavigna (maestro di musica e musicoterapeuta) ed è collegata con il lavoro di ricerca condotto dal progetto Anziani musicoterapia.


L'uso della musicoterapia con anziani e malati d'Alzheimer come rapporto terapeutico rassicura, rasserena, risveglia abitudini, attiva l'espressione di emozioni, facilita l'attenzione, la coordinazione dei movimenti, l'uso della parola. La musicoterapia amplifica potenzialità che troviamo non solo conservate, ma sviluppate in virtù di quella universale "arte di vivere" che affronta il cammino nonostante la perdita di riferimenti.


Musicoterapia: un termine che deriva dalla fusione di due concetti. Da un lato la Musica, e dall’altro il Curare. Si tratta quindi di una disciplina specialistica (di carattere preventivo e terapeutico-riabilitativo) che utilizza l’espressione musicale (in quanto forma di comunicazione non-verbale) come strumento per intervenire sulla sofferenza e il disagio. “La musicoterapia è l’uso della musica per la realizzazione di fini terapeutici: il ristabilimento, il mantenimento e il miglioramento della salute fisica e mentale” (Associazione Nazionale per la Musicoterapia – NAMT). La musica viene proposta come mezzo per la stimolazione e lo sviluppo di funzioni quali l’affettività, la motricità, il linguaggio, ecc.

Elemento importante all’interno della definizione della musicoterapia: la centralità del rapporto che si stabilisce tra paziente e musicoterapeuta, dove il linguaggio per comunicare è quello dei suoni. La situazione terapeutica si avvale perciò di una comunicazione agita prevalentemente attraverso il linguaggio non-verbale della musica, dove per “musica” s’intende l’intero mondo del suono e cioè: musica propriamente detta, suono/ritmo, suono/movimento, vocalità.


I principi-base della pratica musicoterapica sono:

» il lavoro è centrato sulle “parti sane” della persona e valorizzazione di tutte le sue potenzialità residue (il paziente è parte attiva della terapia);
» la centralità del rapporto di fiducia e l’accettazione incondizionata rispetto al paziente;
» l’adattamento e la personalizzazione della tecnica volta per volta;
» l’accoglimento delle proposte della persona che vengono anche ampliate ed arricchite in uno scambio reciproco tra paziente e musicoterapeuta
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per maggiori informazioni sulla musicoterapia con gli anziani:
consultate il sito web:
www.pamonline.it oppure scrivete a : roberto.bellavigna@tiscali.it

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